EMMANUELE PAPPALARDO CALTABIANO

COPERTINA-LE-CRONACHE-DEL-S

E-BOOK PUBBLICATO

CARTACEO ASSENTE

 

BIOGRAFIA

Calib T. Menom (pseudonimo di Emmanuele Pappalardo Caltabiano) nasce a Catania il 07/10/1989. All’età di tredici anni si traferisce a Reggio Emilia con la sua famiglia in cerca di migliori condizioni di vita. Qui frequenta e conclude il percorso liceale e quello universitario alla facoltà di Lettere e filosofia di Modena.

Scrittore di raccolte poetiche e racconti brevi, autore del libro “Le cronache del sogno“- puerilia poetica e prima prova letteraria- Menom mescola arbitrariamente esperienze e riflessioni quotidiane con incursioni oniriche e distorsioni prospettiche. Il prodotto letterario che ne deriva è sintetico, strutturato su più livelli concettuali e narrativi, progettato per contenere al suo interno interferenze filosofiche, mistiche e antropologiche; il fine è sviluppare organicamente un periodare narrativo che abbini all’intrattenimento narrativo letterario diversi spunti di riflessione, critica e riproposizione del reale.

 REPORT

Carissimo lettore, Voglio innanzitutto ringraziarti profondamente; tra le follie quotidiane, in mezzo a così tanti impegni, bisogni, distrazioni, doveri e piaceri, hai scelto di prendere tra le mani un libro, nello specifico questo, e di leggerlo. Permettimi di essere franco: è questi un favore che fai a me personalmente, più che un evento degno di merito. Il libro che ho l’onore di presentarti è una raccolta di tre racconti brevi che recita nella copertina il nome Le cronache del sogno. Non posso nasconderti l’imbarazzo e la fatica che mi porta a esporti questo sottile libro, ho molto a cuore il tuo parere e da sempre temo di non essere stato, nell’esecuzione, abbastanza efficace nel comunicarti stati d’animo, dubbi e la congenita condizione che unisce tutta l’umanità, ovvero l’incapacità di comprendere. Perché in fondo questa raccolta vuole spingersi, oltre ciò che tu, come me, posso immaginare vai di solito cercando in un libro: una bella storia da raccontare. Vorrei ardentemente, attraverso questo meraviglioso artificio e codice che è l’arte della scrittura, concedere tra le variopinte sfere del quotidiano, fatte fin troppo spesso, d’impegni, di mancanza di tempo, di sottili obblighi e d’inconsce distorsioni, un piccolo spazio di riflessione. Il fatto, poi, che tu mi conceda l’onore di prenderti questo piccolo spazio in compagnia delle parole che per te qui espongo mi riempie solamente di gioia ed euforia. Non è mia intenzione annoiarti più del necessario, dunque punto direttamente alla sostanza: i tre racconti sono una fugace escursione nell’inafferrabile mondo delle distorsioni, fatto di riflessi, di sogni ad occhi aperti, di stati alterati della percezione. Se pur per definizione imprevedibili, queste distorsioni possiedono nel loro sostrato di base un minuto filo comune che tenta di condurre il lettore ad un principio di comprensione. Quella che presento è un’opera sperimentale, non tanto per il contenuto in sé quanto per la forma che per l’opera ho voluto; la tripartizione del libro è un richiamo al processo dialettico, che i tre racconti unisce in un unico principio. La tesi, l’antitesi e la sintesi s’incontrano in queste pagine al fine di sostenere, se pur vacillando, l’idea che un nuovo momento storico si affaccia alla nostra vita richiedendo uno sforzo di sincera riflessione, di abbandono delle forme oramai inadeguate a sostegno di una realtà cangiante. Le nebbie oniriche attutiscono il tonfo quando ci s’immerge completamente nel sé, alla ricerca di quel qualcosa in più che oggi e forse sempre pare mancare nelle abitudini e nelle scelte quotidiane.  Il calice che qui sollevo non trabocca di risposte ma di proposte, di domande e di fantasia, la strada maestra verso la realtà. Brindo allora alle tue, di conclusioni, sperando nel profondo del cuore che tu possa godere del mio operato, se pur tra le sue pesantezze e contraddizioni. Salute dunque!

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