{"id":70,"date":"2015-05-23T17:11:35","date_gmt":"2015-05-23T15:11:35","guid":{"rendered":"https:\/\/turinmagazine.wordpress.com\/?page_id=70"},"modified":"2015-10-30T15:40:55","modified_gmt":"2015-10-30T14:40:55","slug":"tiziana-gagliardotto","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.innede.net\/turinmagazine\/?page_id=70","title":{"rendered":"tiziana-gagliardotto"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un viaggio tra anima e cuore<br \/>\n<a href=\"https:\/\/turinmagazine.files.wordpress.com\/2015\/05\/amori-verticali-orizzontali.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-560 alignleft\" src=\"https:\/\/turinmagazine.files.wordpress.com\/2015\/05\/amori-verticali-orizzontali.jpg?w=300\" alt=\"Amori-verticali-orizzontali\" width=\"300\" height=\"165\" \/><\/a>Dal silenzio e dal buio prende vita questo piccolo capolavoro di Schmitt. Dal silenzio dell\u2019umanit\u00e0, rimasta tacita e inerme dinanzi all\u2019orrore del nazismo e dei suoi atroci delitti; dal silenzio dell\u2019anima rimasta sola con le sue domande, con i suoi perch\u00e9; dal silenzio dell\u2019uomo che, sopraffatto dal dolore e dalla sconfitta si ripiega su s\u00e9 stesso nello sconforto e nella disperazione. E poi c\u2019\u00e8 il buio.<br \/>\nIl buio delle strade e delle citt\u00e0 svuotate; il buio della storia che dipinge come su una tela nera, uno dei suoi pi\u00f9 tragici capitoli; il buio sul palco scenico. Da quelle tenebre far\u00e0 la sua comparsa lui, il Visitatore. Un uomo, un folle, un disadattato, un derelitto che si presenta al cospetto di una delle menti pi\u00f9 illustri e geniali del suo tempo, Sigmund Freud. Ma non il \u201cFreud\u201d che siamo abituati ad immaginare: il genio, il profondo conoscitore dell\u2019animo umano.<br \/>\nQuesto \u00e8 un \u201cFreud\u201d tormentato, malato, vecchio e forse per la prima volta, in cerca di risposte lui, che era solito darle.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/turinmagazine.files.wordpress.com\/2015\/05\/amore_aaa.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-558 alignleft\" src=\"https:\/\/turinmagazine.files.wordpress.com\/2015\/05\/amore_aaa.jpg?w=300\" alt=\"amore_aaa\" width=\"300\" height=\"188\" \/><\/a>Un dialogo intenso, profondo tra due anime abituate a scorgere i dettagli della realt\u00e0 dall\u2019alto del loro sapere, umano quello dell\u2019uno, infinito quello dell\u2019altro. Ma che si troveranno a confrontarsi sui massimo sistemi, sollevando interrogativi, istillando il dubbio.<br \/>\nQuel dubbio che fa breccia nella mente fragile e cedevole di Freud, lui che mai avrebbe creduto, ora inizier\u00e0 se non a credere, a dubitare.<br \/>\nAlessandro Haber esprime tutta la fragilit\u00e0 ed insieme la sicurezza vacillante di questo Freud anziano e malato. Alessio Boni \u00e8 \u201cIl visitatore\u201d che cela nelle vesti di un matto, nient\u2019altro che Dio. I due si muovono in una dimensione surreale; lo spazio \u00e8 quello dello studio di Freud che sebbene concreto, \u00e8 un non-luogo, uno spazio sospeso, quasi onirico, \u00e8 la mente e il sogno, \u00e8 la vita e la morte.<br \/>\nDue personaggi storicamente considerati onnipotenti, che in questa veste si spogliano di ogni sapere, della condizione sovradimensionale e si calano nella semplicit\u00e0 e nella carnalit\u00e0 della condizione umana.<br \/>\nAlessio Boni: &#8211; Questo testo \u00e8 incentrato sulla fragilit\u00e0 di un uomo, malato, che sente che tutto gli si sgretola sotto i piedi. A questo punto della sua vita, gli appare quest\u2019uomo. \u00c8 vero o no? Schmitt ad intrattenere questo dialogo, sceglie due personalit\u00e0 spaventose, il massimo; e li rende solo due uomini che potrebbero essere chiunque.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/turinmagazine.files.wordpress.com\/2015\/05\/download-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-557 alignleft\" src=\"https:\/\/turinmagazine.files.wordpress.com\/2015\/05\/download-1.jpg\" alt=\"download (1)\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a>Per chi crede quest\u2019uomo \u00e8 dio, una luce che si incarna. Per chi non crede potrebbe essere una proiezione fragile di un Freud ammalato. Ma non \u00e8 questo che prevale, quel che conta \u00e8 il dialogo, un espediente per parlare dell\u2019uomo.<br \/>\nAlessandro Haber: &#8211; Ho letto poco di Freud, non sono un grande lettore ma ho la fortuna di avere delle intuizioni. Ho pensato ad un uomo di ottanta anni, con il cancro, che ha dei figli e che non ha mai creduto. Che ha sempre aiutato gli altri a vivere meglio, nel suo piccolo \u00e8 anche lui un dio per qualcuno, un messia nel suo campo. Ma sta arrivando alla fine. Diventa un burattino nelle mani di uno sconosciuto che lo mette in crisi.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/turinmagazine.files.wordpress.com\/2015\/05\/thumb_bundle-107-amore-e-gelosia-650x250_q95_box-00647247.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-559 alignleft\" src=\"https:\/\/turinmagazine.files.wordpress.com\/2015\/05\/thumb_bundle-107-amore-e-gelosia-650x250_q95_box-00647247.jpg?w=300\" alt=\"thumb_bundle-107-amore-e-gelosia.650x250_q95_box-0,0,647,247\" width=\"300\" height=\"115\" \/><\/a>La regia di Valerio Binasco \u00e8 diretta ed efficace, trasferisce la scena su una dimensione umana servendosi anche di una scenografia cinematografica.<br \/>\nTutto \u00e8 vicino, reale: i dialoghi, i dubbi e le fragilit\u00e0 sono le nostre. Profonda e leggera, intensa e divertente, \u00e8 una commedia che arriva al cuore senza perdersi nei meandri della mente e del pensiero. Non la mente ad essere protagonista, bens\u00ec l\u2019anima.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>tiziana-gagliardotto<\/strong><\/h2>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un viaggio tra anima e cuore Dal silenzio e dal buio prende vita questo piccolo capolavoro di Schmitt. Dal silenzio<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":616,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.innede.net\/turinmagazine\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/70"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.innede.net\/turinmagazine\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.innede.net\/turinmagazine\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.innede.net\/turinmagazine\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.innede.net\/turinmagazine\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=70"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.innede.net\/turinmagazine\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/70\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":790,"href":"https:\/\/www.innede.net\/turinmagazine\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/70\/revisions\/790"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.innede.net\/turinmagazine\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/616"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.innede.net\/turinmagazine\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=70"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}