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IL VALORE DEGLI ANZIANI

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Testo e foto di Federica Ipsaro Passione

 

“Una volta c’era un vecchio che camminava sulla battigia del mare con i suoi cani, ad ogni tramonto, ogni giorno d’estate.

Molte persone erano incuriosite da quel signore dall’andatura lenta ma ferma, dal suo fischiettare costante senza proferir parola e dai suoi cani che sembravano accompagnarlo più per amore che per costrizione.

Un giorno un ragazzo audace e curioso lo raggiunse e, dopo aver superato l’iniziale paura per le bestie, gli si avvicinò e gli chiese: <<Potrei conoscere il motivo delle sue passeggiate in riva al mare e del suo fischiettare?>>. Il vecchio sorrise con gli occhi e, dopo essersi soffermato ad osservare il volto del giovane, rispose: <<Seguo le onde e faccio loro compagnia>>.

Il ragazzo non capì lì per lì, ma sentendo un profondo rispetto per quell’uomo misterioso e pacato, seguì per un tratto la sua passeggiata, in silenzio, finché non si fermò e l’anziano continuò imperturbabile il suo cammino.

Giorno dopo giorno il giovane raggiungeva l’anziano e lo seguiva. In silenzio.

Dopo una settimana, il vecchio signore alla stessa scese nello stesso punto però senza i suoi guardiani fedeli: preparò due canne da pesca, gli ami, le lenze. Sistemò una seggiolina dietro di esse; lanciò e rimase ad osservare il mare. Fischiettando.

Il ragazzo quel giorno arrivò con un leggero ritardo, di corsa perché pensava di non trovarlo e si stupì invece di trovarlo fermo in quel punto: senza cani e con due canne da pesca già in acqua. Si avvicinò al vecchio e chiese: <<Perché non hai i cani?>>. Lui lo guardò con la stessa dolcezza della prima volta e rispose: <<Loro sanno quando è il momento di camminare e quando invece devono stare a riposo>>.

Il ragazzo continuò: <<Dunque, le piace pescare?>>.

L’anziano: <<Mi piace aspettare>>.

Il giovane: <<Perché?>>.

L’anziano: <<Perché quando attendi per tanto tempo, arriva qualcosa di bello>>.

Il giovane: <<E se non dovesse arrivare?>>.

L’anziano: <<Allora aspetti ancora>>.

Poi si sedettero, l’anziano sulla seggiolina ed il giovane sulla sabbia. Incominciarono a parlare di tante cose: passate, presenti e future.

L’amicizia tra i due personaggi continuò fino alla fine dell’estate, finché il mare era calmo ed aspettare era un piacere.”.

 

Nel tempo in cui viviamo in cui i valori veri sono stati sepolti da quelli fittizi, superficiali ed inconsistenti, le parole di un anziano possono rincuorare e scaldare l’animo.

Gli anziani, che per molte persone sono inutili, sono come libri antichi: il loro sapere e la loro calma ha un valore inestimabile ed ascoltarli è prendersi cura di noi stessi per essere persone migliori. Per diventare un giorno anziani pacati e calmi e dolci, capaci di sorridere con gli occhi e di insegnare ciò che i libri moderni non insegnano.

In questo momento di grande crisi dell’identità interiore, sarebbe saggio ricordare le parole dei propri nonni o far loro una telefonata per assicurarsi che stiano bene ed ascoltarli, ascoltarli, ascoltarli. Perché le parole che ci diranno saranno, forse, l’ultimo regalo che potranno farci.

 

Mai più d’adesso riecheggiano in me gli insegnamenti discreti dei miei nonni, che non ci sono più.

Parole apparentemente uguali a tante altre, ma che si dimostrano quanto mai veritiere e preziose crescendo ed acquisendo una ragione più salda e lucida.

Se potessimo scegliere di portare indietro il tempo, non vorreste forse tornare anche voi bambini per ascoltare i vostri nonni raccontarvi storie e spiegarvi il senso della vita?!

 

Se ne possono dire tante in questo momento storico ma credo che la cosa più utile sia ricordarsi di quell’anziano, in piedi sulla battigia del mare fischiettando con un sorriso, che ci dice con la voce pacata: <<Attendi con pazienza, ed abbi fiducia che arrivi qualcosa di bello!>>

 






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