LAURA DONNINI

image668Firenze, la culla

del rinascimento rock!

 LAURA DONNINI

Se hai vissuto a Firenze ti sei inevitabilmente scontrato con l’ eccentricità che si nasconde nei bar di quartiere, nei circoli, nei teatri, tra la folla di persone che invadono le piazze, in chi semplicemente dal nulla si avvicina e senza che tu lo abbia chiesto,ti fa immergere nella sua storia. E’ la vita vissuta, raccontata, e ricordata in questa terra di mezzo, troppo grande per essere definita paese e troppo piccola per chiamarla città, crocevia di personalità che hanno dedicato il proprio essere a tutto ciò che viene definito arte, il loro essere tali è arte stessa.

Ogni decennio trascorso viene ricordato da un determinato filone stilistico-culturale, negli anni 80′, quando l’eco “underground” sovrasta tutta Europa, nemmeno Firenze ne rimane immune e nonostante il suo enorme patrimonio artistico sembra escluderla dallo sviluppo dell’oscuro movimento sotterraneo, non si è  fatta da parte in questo processo,  è stata invece la fonte di ispirazione per le grandi personalità che si sono confrontate e ritrovate nel frenetico creare che ha distinto gli anni 80′. Oggi sembrano nascosti in un angolo lontano specie quando a raccontarceli è chi  ne ha potuto realmente godere. A distanza di oltre 30 anni gran parte dei sogni si materializzano durante il sonno, e per noi che ne veniamo a conoscenza tramite la narrazione del ricordo, dobbiamo  sforzarci e far lavorare l’immaginazione se ancora ne siamo in grado, per poter scendere le scale dei minuscoli locali sotterranei in quelle notti frenetiche e pullulanti di concerti, in cui puoi incontrare chiunque e vedere di tutto.

       Negli anni del dark, della new wave e dell’elettronica, talmente allettante è l’offerta musicale a Firenze (tanto da sovrastare l’immortale Bologna), che viene definita come culla del rinascimento rock, in cui si necessita il bisogno di qualcuno che ne gestisca la distribuzione, promozione, e spazi appositi che possano mettere in mostra le band e soddisfare specialmente la richiesta del pubblico Così, Alberto Pirelli e la moglie Anne Marie Parrocel fondano la più nota tra le case discografiche sorte a Firenze, la I.R.A. Records, concentrata sulla promozione del rock italiano in un momento in cui le massime influenze musicali provengono dalle culture londinesi e berlinesi. Si scontra infatti con  una sorta di legge non scritta che i gruppi italiani rispettano, il rock si può esprimere solo in inglese, e lo slogan di Pirelli è, “nuova musica italiana cantata in italiano”, ponendo sotto la propria ala artisti come i Litfiba e i Diaframma. Si esibiscono nei locali simbolo della zona dalla struttura volutamente underground come “Manila”, “Tenax”, “Rokkoteca Brigton”, una rampa di lancio per questi gruppi simbolo del cambiamento che sta avanzando. Le band devono essere presenti, farsi vedere e sentire, perché le possibilità di fare musica non sono mai state così numerose e la concorrenza non martella continuamente sulla loro creatività, i loro credo sono affinità e collaborazione.

        L’importanza dell’offerta musicale fiorentina raggiunge il suo apice nel 1984 con la mostra-mercato che raduna etichette indipendenti italiane e straniere, organizzato dall’ Arci Nova al Motovelodromo delle Cascine, l’evento prende il nome di “Indipendent Music Meeting”, in cui artisti di fama mondiale con tanta passione esprimono l’importanza della divulgazione di mercati e distribuzioni indipendenti. Secondo un articolo de il “Sole 24 Ore”, la sola Firenze produceva negli anni 80′ il 62% del fatturato nazionale del materiale indipendente.

La musica è il fulcro centrale, e intorno ad essa ruota la moda, sempre in contatto con la realtà musicale e teatrale, e la grafica, che ridefinisce il tipo di impatto visivo che le copertine dei dischi in uscita devono avere sul pubblico. Lo stesso “Pitti Trend”, che si occupa principalmente di ricerca ed esperienze di stilismo, viene sovrastato dall’enorme quantità di progetti, lasciando spazio ad esposizioni artistiche,  ed esibizioni di ogni tipo. Nasce inoltre la rivista “Westuff” che per soli tre anni, si occupa di mostre, design, teatro, e ovviamente moda e musica, la sua redazione in pieno centro a Firenze diventa un luogo di ritrovo per i componenti di questa factory culturale che segna  questi anni, in cui l’apparire e l’eccesso sono fondamentali, più eccedi e più la possibilità di spiccare tra la folla aumenta.

Tutto questo è stato possibile, l’impegno e l’energia sono stati il motore principale che ha prodotto  questa realtà, da chi artista voleva essere, a chi ha permesso la loro realizzazione. Senza internet, senza spaventarsi per la mancanza di fondi, senza i moderni mezzi di comunicazione, che allora si stringevano attorno alla carta, alla radio e alle cabine telefoniche.

 

 

 

 

 

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