UNO SGUARDO A TRUE DETECTIVE di Andrea Massa

1416210778-true-detective-25Quando si tratta di offrire prodotti di qualità l’HBO è sempre una garanzia, l’emittente americana che negli anni ha dato vita a successi planetari come True Blood, Oz, Six Feet Under e Boardwalk Empire, solo per citarne alcuni, anche nella stagione appena conclusa non è stata da meno dando luce ad una delle serie televisive più interessanti degli ultimi decenni: True Detective.

La serie, che negli Stati Uniti si è conclusa a marzo con una durata di otto episodi, in Italia arriverà questo settembre grazie a Sky Atlantic, è stata ideata e scritta da Nic Pizzolato per la regia di Cary Fukunaga. Concepita come una serie antologica, vedrà un cambiamento di cast e una differente linea narrativa in ogni sua stagione.

hbo-true-detectiveIn quella appena conclusa, Pizzolato ci racconta le vite di due detective: Martin Hart (interpretato da Woody Harrelson) e Rust Cohle (interpretato dal fresco premio Oscar Matthew McConaughey), attraverso tre linee temporali: quella del 1995 dove i due inizieranno a lavorare insieme, quella del 2002 dove prenderanno due strade diverse ed infine quella del 2012 dove inevitabilmente dovranno ritrovarsi. Punto cardine per tutta la durata della serie è l’indagine condotta su un serial killer con un modus operandi di stampo satanista e mistico nei confronti di donne e bambini.

Il successo di quest’opera è sicuramente l’incontro di tre aspetti importanti: il primo che vede un’accurata scrittura da parte di Pizzolato, affiancato da una regia e una fotografia invidiabili persino per il grande cinema hollywoodiano; il secondo la scelta delle location presenti in una Louisiana dai tratti cupi e noir che ricorda spesso i lavori di David Lynch; e infine l’ennesima prova recitativa da parte di McConaughey che incarna un personaggio borderline su cui aleggia costantemente un alone di mistero e che fin dai primi minuti si intuisce di come sia stato speso diverso tempo nel dargli una caraterrizzazione degna dei migliori personaggi cinematografici.

true-detective-posterLa tematica di fondo ricorda oltre Twin Peaks, anche altri successi del piccolo e grande schermo, da Il silenzio degli innocenti a Seven passando per la serie The Killing. Aspetto interessante che ne fa un’opera unica nel suo genere è il forte richiamo a tematiche religiose e filosofiche, il personaggio di Rust inoltre lascia trasparire nei suoi strambi discorsi un’influenza nichilista e pessimista degna dei migliori Heidegger e Leopardi; ed è la sua contrapposizione con il personaggio di Martin, che in un primo momento appare come il classico brav’uomo americano, ad alimentare una certa simbiosi costantemente negata fra i due.

Quello che è certo è che al prossimo passaggio in premiazioni come i Golden Globe e gli Emmy ci sarà una razzia di premi in ogni aspetto della produzione, mentre l’unica paura è che a settembre, al suo arrivo in Italia, il doppiaggio rischi di intaccare le interpretazioni dei personaggi, perfette sotto ogni punto di vista, a partire proprio dai serrati dialoghi.

Il futuro della serie, rinnovata per una seconda stagione, invece potrebbe vedere come protagonista Colin Farrell, al momento più attivo sul grande schermo.

 

Andrea Massa

 

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