incontro-con-Dalai-Lama

Sabato 14 giugno 2014.

La mattina di buon’ora, mi telefona una mia collega per invitarmi ad incontrare Il Dalai Lama.

Verso mezzogiorno ci avviamo, e in poco più di un’ora, arriviamo nel parcheggio del forum Modigliani, nel centro di Livorno.

Ci accoglie un caldo torrido, non certo il meglio.

Da un lato del forum, notiamo un enorme gruppo di monaci buddisti, misti con civili.

Per curiosità mi avvicino da solo. Subito mi vengono incontro due di loro, chiedendomi se ero lì per un’intervista, perché, nel caso, potevo rivolgermi a un certo Fabrizio Bernacchi. Rispondo che al momento non posso trattenermi, sto solamente cercando di entrare all’interno del forum, per ascoltare il Dalai Lama.

Raggiungo così la mia collega, che ormai è all’entrata del forum: le casse sono già chiuse, per entrare ci vuole un invito stampa oppure un biglietto d’ingresso.

Noi chiaramente, sprovveduti, non abbiamo niente di tutto questo e per non prolungare l’inutile discussione con i guardiani, sotto il sole rovente per di più, torniamo dal gruppo di protestatori Shugden.

Sono un fedele del buddismo, ma non avevo la più pallida idea che esistesse un gruppo di protestatori contro il Dalai Lama, i quali mi hanno rifilato anche una cartellina piena di documenti riguardanti la loro protesta.

Non l’ho ancora letta del tutto ma, se non erro, presentano il Dalai lama, come un grande dittatore. Questa dichiarazione, se avessero ragione, mi distruggerebbe un mito, o meglio, quel poco che mi ero creato dentro il mio pensiero.

Dopo poco si avvicina a noi proprio Fabrizio Bernacchi e, molto gentilmente, comincia a raccontarci la ragione per la quale si trova lì ed il senso della protesta.

Sono molto confuso, quasi incredulo, mi ha preso in contropiede sul Dalai Lama, di cui fino ad oggi  ho sempre sentito parlar bene e improvvisamente, come una doccia fredda, mi vorrebbe distruggere uno dei pochi miti che ho.

Io non sono molto intelligente, nonostante l’aria intellettuale che dicono abbia, ma non alcuna intenzione di cambiare la mia opinione sul Dalai Lama, solo basandomi su qualcosa che mi è stato riferito. Appena possibile farò delle indagini a proposito di questo movimento Shugden e chissà…magari mi candiderò come opinionista, non di parte ma neutrale.

Il caldo è veramente insopportabile, l’idea è quella di rientrare, ma per caso mi ritorna in mente che ho sentito da Fabrizio, che il Dalai Lama è alloggiato al Grand Hotel, sul lungomare di Livorno. Detto fatto io e la mia collega, andiamo a cercare l’albergo. Il destino ci aiuta con un parcheggio libero proprio davanti.

Dopo circa mezz’ora, sento delle sirene spiegate e vedo una carovana di macchine blu scortate dalla polizia: qui arriva qualcuno d’importante, perciò ci affrettiamo verso i cancelli del Grand Hotel.

Oltre non si può andare, la polizia è agguerrita e non fa avvicinare nessuno. Poi, come per magia, proprio di fronte a me, si apre uno sportello di un’auto blu ed appare il Dalai Lama in persona, con un ombrellino che un suo addetto gli porge per ripararlo dal sole ardente.

Ho visto ed  incontrato il Dalai Lama! Sono contento così, mi sono illuminato! Spero che porti del bene.

 MCO